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BOLLE DI GAS INTERNE (Internal gas disease) |
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Cause e problemi
Le possibili cause di formazione di bolle di gas interne sono un argomento che desta sempre molto interesse. Vanno considerati sempre tutti i fattori che portano alla formazione delle bolle esterne. Sfortunatamente non si sa esattamente a cosa sia dovuta ed è spesso fatale per i cavallucci colpiti.
Sintomi:
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Galleggiamento dell'intero animale
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bolle di gas sottocutanee
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esoftalmia
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galleggiamento e movimenti compromessi
Trattamenti possibili
Il trattamento di questa patologia non risulta semplice; attualmente esistono solo due prove per risolvere la patologia:
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Decompressione lenta
Porre il cavalluccio in fondo ad un acquario la cui altezza sia almeno tre volte quella della vasca a cui era mantenuto l'animale. Lasciare l'animale sul fondo il più a lungo possibile. Questa procedura molte volte non è attuabile dall'appassionato.
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Come per la malattia delle bolle sottocutanee, con prodotti a base di acetazolamide (Diamox).
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ENFISEMA DEL MARSUPIO ( Pouch Emphysema ) |
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Cause e problemi
Come per la malattia da gas interni, le cause dell'enfisema del marsupio sono controverse. Un tempo si pensava che la condizione potesse essere attribuita agli embrioni che non venivano espulsi durante il travaglio e marcivano all'interno del marsupio. Questo processo di decomposizione produrrebbe gas che gonfierebbe il marsupio. Ma la frequenza maggiore si riscontrava in cavallucci maschi mai accoppiati e la teoria non reggeva più.Altre probabili cause potrebbero essere le microbolle in acqua, che si accumulerebbero in fase di corteggiamento nel marsupio oppure problemi batterici interni al marsupio.
Ricerche più recenti, tuttavia, hanno trovato una causa più probabile in un processo biologico conosciuto come l'idratazione di CO2 (anidride carbonica), a H2CO3 (acido carbonico). Questo processo avviene a livello cellulare. Qui un enzima, noto come anidrasi carbonica, catalizza l'idratazione di CO2 con H2O per formare H2CO3 (acido carbonico). Quando questa reazione è disturbata,, la CO2 non viene convertita in H2CO3, determinando così un accumulo di anidride carbonica nei tessuti del marsupio. L'esatta causa della interruzione di questo processo, rimane sconosciuta.
Sintomi:
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marsupio gonfio e animale non stabile verticalmente
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locomozione compromessa
N.B.: Questa malattia colpisce solo i cavallucci marini maschi poichè le femmine non hanno il marsupio. Se non trattata, causerà al maschio gravi problemi di locomozione e galleggiabilità che possono portare a stress e infezioni secondarie. A causa dei problemi di locomozione il cavalluccio ha problemi ad alimentarsi, e può morire di fame.
Trattamenti possibili
Affidatevi a persone esperte nell'applicazione del principio attivo e, anche se la normativa non consente la distribuzione di medicamenti, alcuni si possono reperire abbastanza facilmente. (ricordate che sono comunque pericolosi anche per l'uomo e possono causare irritazioni, problemi respiratori, e alla vista).
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La prima procedura da attuare per evitare l'insorgenza di parassiti esterni è una buona quarantena. Non evitate di farla.
I trattamenti sotto riportati sono da effettuare sul singolo animale e in un acquario a parte, non nella vasca di comunità.
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Svuotare il marsupio dall'aria delicatamente con il pollice (fatelo fare a persone esperte)
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Se resiste la condizione si può trattare l'interno del marsupio con acetazolamide (diamox)
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BOLLE di GAS SOTTOCUTANEE (External Gas Bubble disease) |
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Cause e problemi
si pensa che questa condizione sia causata da batteri che producono gas di scarto che resta intrappolato sotto pelle, oppure da una sovrassaturazione (i gas disciolti in acqua superano quelli possibili alla temperatura e pressione considerata) dei gas disciolti nell'acqua di mantenimento dei cavallucci (come i problemi a cui a volte vanno incontro i subacquei in fase d'immersione). Poichè la pressione dei gas nei tessuti del cavalluccio marino è inferiore, il gas si diffonde liberamente dall'acqua ai tessuti dell'animale e forma bolle all'interno del corpo, impedendo i normali movimenti.
Sintomi:
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bolle sottocutanee presenti in testa, nel corpo o sulla coda dell'animale
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galleggiamento o movimenti compromessi
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Le bolle causano un aumento di stress dovuto ai problemi di movimento ed al galleggiamento. La morte, se la patologia non viene curata, avviene solitamente per stress.
Trattamenti possibili
Affidatevi a persone esperte nell'applicazione del principio attivo e, anche se la normativa non consente la distribuzione di medicamenti, alcuni si possono reperire abbastanza facilmente. (ricordate che sono comunque pericolosi anche per l'uomo e possono causare irritazioni, problemi respiratori, e alla vista).
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Acetazolamide (Diamox, non so la reperibilità, comunque disponibile in Italia)
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OCCHI SPORGENTI O GONFI (Esoftalmia o Pop Eye) |
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Cause e problemi
L'esoftalmia non è una vera e propria malattia, è più un sintomo da stress causato da molte malattie. La causa più frequente è però un'infezione batterica, ma puo essere causata anche da infezioni parassitarie o fungine. Se si evidenzia in un solo occhio, la causa può essere data da ferite o lesioni.
Sintomi:
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Protrusione molto visibile dell'occhio dall'orbita
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Se non viene curata può causare danni all'occhio, ed è spesso sintomo di patologie nascoste.
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L'animale non ai alimenta e si lascia deperire fino alla morte.
Trattamenti possibili
Non ci sono trattamenti diretti per eliminare l'esoftalmia; bisogna piuttosto eliminare la causa scatenante.
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Mantenere condizioni ambientali stabili
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Somministrare alimenti medicati con antibatterici
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Grossi cambi d'acqua possono essere di grande aiuto a risolvere problemi di qualità dell'acqua
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Gli alimenti medicati vanno somministrati solo in vasca da quarantena.
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PARASSITI INTERNI (Endoparassiti) |
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I più comuni sono protozoi, vermi piatti, nematodi. Molti altri, di minore riscontro, possono comunque infestare gli animali di cattura.
Cause e problemi
I parassiti interni sono causati, il più delle volte, da una assente quarantena o da un mangime contaminato o anche scongelato e ricongelato. I pesci ed anche i cavallucci marini, soprattutto se di cattura, portano con loro molti endoparassiti. Anche cavallucci di cattura, se posti in ambiente idoneo e correttamente alimentati, possono convivere con la maggior parte dei parassiti interni. Un'elevata quantità di fibra può comunque aiutare ad eliminare meccanicamente la presenza di endoparassiti e ridurre i rischi di epidemia
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Sintomi:
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Parassiti difficilmente visibili, se non per scarsa produzione di feci e dimagrimento continuo anche in caso di corretta alimentazione da parte dell'animale
Protrusione, in alcuni casi, dall'orifizio anale di parti del parassita.
I parassiti interni causano morte del soggetto in un periodo molto lungo,anche alcune settimane. Frequentemente si hanno casi di parassitismo vero e proprio, dove l'ospite viene consumato direttamente dal patogeno che gli sottrae gran parte del nutrimento.
Trattamenti possibili
Affidatevi a persone esperte nell'applicazione del principio attivo e, anche se la normativa non consente la distribuzione di medicamenti, alcuni si possono reperire abbastanza facilmente. (ricordate che sono comunque pericolosi anche per l'uomo e possono causare irritazioni, problemi respiratori, e alla vista).
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La prima procedura da attuare per evitare l'insorgenza di parassiti esterni è una buona quarantena. Non evitate di farla. trattamenti sotto riportati sono da effettuare sul singolo animale e in un acquario apposito, non in acquario display.
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Bagni in acqua dolce: non utilizzate acqua osmotica, ma acqua che abbia gli stessi valori di pH, KH e temperatura di un normale acquario marino (8.2-8.5 pH; 8-10 KH; 26-28 °C)
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Metronidazolo (Flagyl): prodotto reperibile in farmacia, mandate vostra moglie!) meglio se si riesce a farlo ingerire. Trattare per un periodo sufficiente di almeno 5-7 giorni e ripetere dopo 10-12 per altri 5-7 giorni.
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Niclosamide e/o Praziquantel: sono sempre utili per eliminare i vermi intestinali, e deve essere miscelato al mangime. Può essere difficile ottenere il principio attivo (molte volte viene venduto solo fornendo ricetta veterinaria non ripetibile).
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PARASSITI ESTERNI (Ectoparassiti) |
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I più comuni sono i puntini bianchi, causati come in tutti i pesci marini da Cryptocaryon irritans, Amylodinium ocellatum (Oodinium). Altre manifestazioni possono essere dovute a Broklynella hostilis, Costia necatrix (Ichthyobodo necatrix) pulci d'acqua (dei piccoli crostacei), vermi branchiali (anchor worms). Molti altri, di minore riscontro, possono comunque infestare gli animali se di cattura.
Cause e problemi
I parassiti esterni sono causati, il più delle volte, da una scarsa o assente quarantena o da trattamenti terapeutici preventivi che possono debilitare l'animale ed irrobustire il patogeno. I pesci ed anche i cavallucci marini, soprattutto se di cattura, portano con loro molti parassiti esterni senza però manifestare problemi (sulla superficie esterna dei pesci sono sempre presenti molti organismi, che però non sono pericolosi). Quando però i pesci sono sottoposti a stress elevati, come la cattura, il trasporto, condizioni di allevamento non idonee, il sistema immunitario si affatica e si assiste alla manifestazione del parassita che diventa virulento, manifestando condizioni patologiche. Con una adeguata quarantena del pesce, prima di essere ospitato nell'acquario definitivo, il parassita può essere eliminato facilmente e non venire introdotto in vasca.
Sintomi:
- parassiti visibili come piccoli punti bianchi o nocciola o anche come piccoli animaletti; ulcere, fori o ferite varie;,occhio velato, sintomi da stress (colorazione slavata, respiro affannoso, ecc.)
I parassiti esterni causano morte del soggetto in un periodo molto lungo (anche alcune settimane). Frequentemente si assiste ad un parassitismo vero e proprio, dove l'ospite viene consumato direttamente dal patogeno che crea anche il substrato di attacco per le infezioni secondarie, solitamente causati da funghi ( filamenti bianchi). Alcuni ectoparassiti causano la morte dell'ospite per malnutrizione (il parassita consuma una buona parte del nutrimento del pesce causando malnutrizione). Altri, come i parassiti branchiali, soffocano l'animale. Altri ancora non arrecano danni mortali, ma permettono l'ingresso di parassiti secondari all'interno del cavalluccio marino, questi poi ne causereranno la morte (solitamente batteri).
Trattamenti possibili
Affidatevi a persone esperte nell'applicazione del principio attivo e, anche se la normativa non consente la distribuzione di medicamenti, alcuni si possono reperire abbastanza facilmente. (ricordate che sono comunque pericolosi anche per l'uomo e possono causare irritazioni, problemi respiratori, ed alla vista).
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La prima procedura da attuare per evitare l'insorgenza di parassiti esterni è una buona quarantena. Non evitate di farla.
I trattamenti sotto riportati sono da effettuare sul singolo animale e in un acquario apposito, non in acquario di comunità.
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Formalina (è a discrezione del farmacista vendervela!) Si eseguono brevi bagni oppure si possono fare trattamenti a dosi ridotte per periodi più lunghi.
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Verde di malachite ( di difficile reperibilità - mutageno) si seguono le indicazioni del produttore, qualora lo trovaste disponibile ancora in commercio
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Blu di metilene (reperibile in farmacia) è il più semplice e maggiormente utilizzato colorante vitale nella cura dei parassiti esterni; l'efficacia è assodata ma la concentrazione terapeutica è molto elevata.
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Bagni in acqua dolce: non utilizzate acqua osmotica, ma acqua che abbia gli stessi valori di pH, KH e temperatura di un normale acquario marino (8.2-8.5 pH; 8-10 KH; 26-28 °C)
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RAPIDA EROSIONE CUTANEA (Flash-Erosion disease) |
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Cause e problemi
questa patologia si attribuisce a batteri del genere Vibrio, ed è contagiosa da un animale all'altro. La rapidità delle ulcere e l'improvviso scatenarsi del patogeno la rendono nefasta nella maggioranza dei casi. Sono stati riscontrati da nostri soci dei casi associati alla concomitante introduzione di batteri durante i normali cambi d'acqua, anche su animali allevati da lungo tempo nella stessa vasca.
Secondo Felicia McCaulley la visrulenza del batterio si manifesterebbe per un problema legato alla temperatura. Al superamento dei 23-24 °C, una proteina batterica muterebbe e diventerebbe virulenta scatenando la malattia. L'alta temperatura indebolirebbe l'animale e favorirebbe il batterio a una più veloce proliferazione rendendo la malattia mortale.
Sintomi:
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erosione / ulcerazioni
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occhio velato
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respirazione accelerata
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gonfiore
Trattamenti possibili
Non vi saprei dire se quanto letto sotto sia replicabile in italia, l'assenza del principio attivo dai testi consultati, mi impedisce di darvi maggiori informazioni.
Il miglior trattamento riportato in bibliografia per trattare questa patologia è l'abbinata di due medicinali di origine americana: FURAN II e PARAGON II. Questi prodotti coprono un'ampio spettro di batteri (Gramm + e Gramm -).Naturalmente Vanno seguite le istruzioni del produttore relative l'acquario marino.
Altri trattamenti possono essere effettuati con la famiglia delle tetracicline, dossicicline e ossitetracicline, oppure con neomicine (anche in pomata), iodio in forma di iodopovidone come nella preparazione commerciale Betadine (non toccate le branchie con la soluzione liquida, altrimenti l'animale muore all'istante per intossicazione da iodio), o formalina. Questi ultimi 3 principi attivi vanno utilizzati solo per applicazioni topiche
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