L'alimentazione dei cavallucci marini in natura

Premessa
La seguente trattazione parte dall'analisi dell'ambiente marino selvatico dei cavallucci marini e, con riferimenti alla bibliografia scientifica, deduce i migliori alimenti forniti dall'industria acquaristica, di facile gestione da parte dell'appassionato, che possono essere somministrati ai pesci allevati in acquario. Si prenderà in considerazione soprattutto l’alimentazione degli adulti (l'alimentazione in accrescimento degli avannotti, verrà trattata in un altro articolo).

L'ambiente selvatico dei cavallucci
L'ambiente di vita selvatico dei cavallucci marini è molto vario, soprattutto se consideriamo le origini indo-pacifica e centro-americana delle maggiori specie ritrovabili in commercio.
 L'ambiente varia sia per le profondità, che per il tipo di animali commensali che si ritrovano.
 Si hanno habitat come le praterie di fanerogame con fondo sabbioso ed alta frequenza di spugne,  alle barriere coralline di coralli duri a polipo piccolo con significativa presenza di gorgonacei fotosintetizzanti e non. I due ambienti hanno caratteristiche idrodinamiche e di irradiazione luminosa molto differenti.

La diversità di specie di invertebrati sessili ritrovate sia come numero che come variabilità zoologica sono a favore della zona indo-pacifica. La maggior parte dei phyla sono presenti in entrambi gli ambienti ed in questi possiamo ritrovare l'alimento dei cavallucci marini.

L'alimento in natura

alimenti predati dal cavalluccio marino in natura

l'immagine riportata è tratta da uno studio ( Assessing diet composition of seahorses in the wild using a non destructive method: Hippocampus reidi (Teleostei: Syngnathidae) as a study-case -  Neotropical Ichthyology, 6(4):637-644, 2008 ) che analizza il contenuto enterico di alcuni esemplari.
Nel riquadro arancione sono riportati in dettaglio i principali phyla che compongono circa il 99.35% delle prede ritrovate nei cavallucci marini analizzati.
Si evidenzia una preponderanza di Nematodi (42.68% - Phylum: Nematoda), dei piccoli vermi cilindrici che si alimentano a loro volta di detriti. Sono state classificate circa 90.000 specie di Nematodi, presenti sia in acqua dolce che marina e terricoli. Appartengono a questa categoria anche moltissme specie patogene (il link mostra una specie molto diffusa in acquari d'acqua dolce, che potrebbero insidiarsi a livello intestinale e proliferare soprattutto in esemplari selvatici.

copepode calanoide
Nematode Copepode calanoide Copepode arparticoide

La seconda categoria che si nota sono i Copepodi (47.9% - Phylum: Copepoda), piccoli crostacei che misurano al massimo 1-2 mm, che possono essere sia bentonici che pelagici. I copepodi arparticoidi sono bentonici, cioè vivono in prossimità del substrato. Questi copepodi sono molto importanti per i cavallucci marini, rappresentando il 34.98% della loro dieta giornaliera. A differenza dei nematodi, ,dei quali non conosciamo il valore nutrizionale, sui copepodi abbiamo abbondante letteratura che ci attesta il loro elevatissimo valore nutrizionale. Il copepode è infatti una fonte di proteine di elevatissima qualità ed in seconda battuta conserva moltissimi acidi grassi polinsaturi che derivano dalle microalghe di cui si nutre (fitoplancton).
 La terza categoria è rappresentata da gamberetti di piccole dimensioni (appartenenti all'infraordine Caridea), che però rappresentano solo un 5% del totale. A questi si possono aggiungere delle predazioni più difficili come larve e avannotti di altri pesci. Questi due gruppi, anche se non di grande rilevanza, sono però da tenere in considerazione per l'elevato apporto nutritivo che forniscono. Possiamo ipotizzare che questi alimenti apportino un incremento della parte proteica, soprattutto se consideriamo la parte contenuta nel sacco vitellino delle le larve e degli avannotti. Non sono state ritrovate uova di pesce o di altro animale, forse per la difficoltà di predazione dovuta alla conformazione e alle difficoltà natatorie del cavalluccio; al contrario sono state ritrovati parti di giovani gobidi (forse per la natura e modalità natatorie di questo genere di animali).

Bibliografia del paragrafo

  • Home range behaviour of the monogamous Australian seahorse, Hippocampus whitei - Environmental Biology of Fishes 72: 1–12 2005;
  • Population characteristic, space use and habitat associations of the seahorse Hippocam- pus reidi (Teleostei: Syngnathidae) Neotropical Ichthyology, 5(3):405-414, 2007
  • Assessing diet composition of seahorses in the wild using a non destructive method: Hippocampus reidi (Teleostei: Syngnathidae) as a study-case Neotropical Ichthyology, 6(4):637-644, 2008
  • Growh of cultures seahorses Hippocampus abdominalis (Teleostei: Syngnathidae) in relation to feed ration Aquaculture International 13: 305–314 2005;

Vorrei far notare, che gli studi scientifici sono molto recenti e scarsi in numero e qualità relativamente agli argomenti trattati.
Penso che sull'allevamento dei cavallucci marini, a volte, noi appassionati ne sappiamo molto di più!

Altri problemi!
Ci sono altri piccoli problemi che riguardano l'anatomia del pesce, che sarà trattata in un apposito capitolo
La caratteristica anatomica che vorrei far notare è la conformazione e dimensione dello stomaco: questo risulta formato da un allargamento del tratto enterico, che ha la funzione di secernere gli enzimi deputati alla successiva assimilazione del cibo. Quindi uno stomaco vero e proprio non esiste come parte o organo a se stante e non ha "valvole" che condizionino la velocità di passaggio dell'alimento. Il lungo intestino ha il compito di correggere "l'errore" della mancanza dello stomaco, aumentando ed esasperando l'assorbimento del cibo. L'assenza delle valvole fa si che l’animale debba continuamente rifornirsi di cibo durante tutto il suo periodo di attivitè. Questo, per noi appassionati, è un grande limite.

redatta a cura
Dott. Davide Mascazzini
Animal production manager

Revisione scientifica
Dott. Marco Floridia
Biologo

 

 

 

 

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